|
Autore: Luzen “Sospeso nel tempo, come una bottiglia aperta sott’acqua”. E’ così che mi ritrovo nel tepore di una serata africana. Sospeso: non c’è un caldo soffocante o afoso, non c’è nemmeno il ricordo del lungo, freddo e umido inverno milanese. Tutto è ovattato, le sensazioni sono tutte all’interno. Senza tempo lo spazio si annulla e tutto si risolve davvero nel sentire il fluire della vita. Sono state giornate intense quelle che ripercorro questa sera tra le accoglienti mura domestiche della casa di UnAltroMondo a Bamako, capitale del Mali, fatte di incontri, sorrisi, strette di mano e sguardi sinceri. Questo viaggio, cominciato da sempre nella testa in questi anni di frequentazione del Movimento Umanista, ha preso forma con il lavoro dell’equipe legata al progetto di alfabetizzazione delle donne in Mali. Il progetto ha, nella sua struttura, l’essenza umanista della reciprocità: il finanziamento iniziale di un corso per una dozzina di gruppi di 30 donne ciascuno a cui insegnare a leggere, scrivere e tenere una piccola contabilità in lingua bambarà, la lingua ufficiale del Mali. Queste donne a loro volta fanno parte dei gruppi di microcredito che si estrinsecano nelle attività commerciali proposte dalla base stessa (tintura dei tessuti, sartoria, produzione di sapone, artigianato e altre piccole realtà locali). La reciprocità, già di per sé innestata, ha bisogno di amplificarsi tramite il passaggio degli insegnamenti da loro stesse ad altre donne in una crescita potenzialmente esponenziale. Preceduti da alcuni questionari e richieste di informazioni, la nostra attività qui consiste nel raccogliere le impressioni, le osservazioni, le richieste e le proposte in un proficuo confronto. Incontri con le responsabili (le attive ed energiche donne orientate dai responsabili di struttura italiana Eleonora e Michele), sensibilizzazione della struttura, visita ai corsi, acquisizione contatti e sostegni dall’Italia: questi sono gli obbiettivi che giustificano la mia presenza qui. Ma soprattutto imparare, conoscere, ascoltare e infine, ancora nel concetto di reciprocità, condividere. Tra i vicoli polverosi di Bamako incontro la “global Africa” senza fastidiosi imbarazzi: il bianco è più bianco e il nero più nero. Non sento comunque gli occhi addosso, la gente, discreta, ti osserva ma non ti scruta. Seduto con altri 12 passeggeri su un sotramà (il furgoncino taxi-collettivo che in realtà ne porterebbe non più di 8-9), un bimbo in braccio alla madre, vedendo il mio pallore dietro gli occhiali da sole, si spaventa: qui se fai il cattivo è l’uomo bianco che viene e ti porta via! Ma basta togliersi gli occhiali, fare un sorriso ed ecco che per magia lo spavento si trasforma in gioiosa curiosità. Mi ritrovo in un cortile, circondato da donne, bambini e galline, all’ombra di piccoli manghi, con una fresca brezza che mitiga il sole, pur sempre un sole africano. The maliano e sorrisi. Non è facile ascoltare ed esporre temi semplici come l’auto-organizzazione, la reciprocità, la disponibilità verso gli altri, temi che corrono il rischio di sembrare eccessivi come utopie. Ma, incrociando gli sguardi e il profondo degli occhi che ti stanno di fronte, ti accorgi che il senso di tutto ciò scorre e arriva al cuore. E quando arrivi al cuore tutto ciò che segue è spontaneo e reale, non impossibile. Credo che questo passaggio nell’esperienza diretta (che si concretizzerà nel futuro nel primo concorso di alfabetizzazione umanista in programma a giugno a Bamako, stimolo e spinta alla reciprocità) sia un aspetto fondamentale nella formazione di un volontario. Questi 10 giorni sospesi nel tempo, passato tra incontri, dibattiti, strette di mano e sorrisi portano molto alla crescita personale: conoscenza diretta della struttura, disponibilità al confronto e a mettersi in discussione, spirito di gruppo e di lavoro comune. Tutto ciò unito alla sensazione di essere parte di qualcosa di molto grande, ma in cui puoi davvero dare il tuo contributo concreto. E, mentre l’Africa ti entra dentro, ti senti davvero a casa nel mondo. |
A casa nel mondo
Inserito da Marco il Gio, 08/06/2006 - 09:52»
- Login o registrati per inviare commenti
