Un Bosco per Sesto

Autore:
Thomas Schmid
Aree Falck

Chiusa l’epoca industriale di Sesto San Giovanni, vaste aree dismesse, tra cui l’area ex-Falck, occupate ormai solo da qualche relitto siderurgico e da erbacce, sono pronte per una nuova destinazione d’uso.

Purtroppo i terreni, che coprono il 16% della superficie del Comune di Sesto, sono in mano alle società dei costruttori Zunino, Caltagirone e del gruppo Pasini che intendono trasformarle con il solo scopo di produrre enormi guadagni attraverso la speculazione edilizia.

Nella presentazione del piano Zunino si legge che l’area, a regime, dovrebbe ospitare circa 30.000 abitanti e che verrebbe costruito un parcheggio sotterraneo lungo 2 chilometri. Questo progetto è in chiara contrapposizione all’attuale piano regolatore del Comune di Sesto, che non ammette volumi edificati così elevati. I costruttori stanno aspettando con impazienza il nuovo Piano di Governo del Territorio che andrà a sostituire l'attuale piano regolatore, fiduciosi che la giunta di centrosinistra di Oldrini andrà a modificarlo a loro favore, rendendo così possibile e legale una colata di cemento oggi inammissibile.

Le "meraviglie urbanistiche" promesse dal piano Zunino con la collaborazione del noto architetto Renzo Piano

Il progetto viene presentato come “Sviluppo sostenibile”, ma sappiamo che nessuno sviluppo è ormai sostenibile su questo pianeta all’orlo del collasso ecologico. Il piano Zunino comporta un elevato impatto ambientale e consumo energetico e porterà ulteriore traffico e inquinamento.

“Il verde la fa da padrone”: Il verde del piano Zunino è di bassa qualità, poco naturale e attraversato da arterie trafficate. Come superficie verde si conteggiano anche gli spartitraffico tra corsie e svincoli stradali. Molte aree verdi si troveranno all’ombra degli enormi grattacieli alti decine di piani.

"Autonomia energetica": È puro fumo negli occhi affermare che questo enorme progetto edilizio sarà energeticamente autonomo. I lavori di costruzione e i sistemi di climatizzazione delle abitazioni richiederanno ingenti consumi di energia e genereranno emissioni di gas serra in grandi quantità.

"Mobilità urbana innovativa": Le abitazioni si troveranno a una distanza notevole dalle stazioni di metrò e ferrovia esistenti. A eccezione di alcune linee di autobus con veicoli poco inquinanti, non è prevista nessuna significativa infrastruttura di trasporto pubblico. Gran parte degli spostamenti dei nuovi abitanti avverranno quindi in automobile, con un forte impatto sull’aria di Sesto.