
12 è un film di più di due ore che ha come unica ambientazione la palestra di una scuola russa. Cosa può esserci di tanto speciale in un film del genere, tanto da ambire a premi internazionali ed essere accolto con standing ovation nei cinema russi e non solo?
La trama è piuttosto semplice: dodici giurati di nazionalità e con storie diverse alle spalle si trovano in una stanza a dover decidere del destino di un giovane ceceno, accusato dell’omicidio del patrigno, un ex ufficiale russo coinvolto nelle operazioni in Cecenia. Il verdetto sembra già scritto e la questione risolvibile in pochi minuti. D’altronde tutti hanno impegni molto più importanti a cui dover tornare. Ma le semplici parole di uno dei giurati «Almeno parliamone un po’» instillano il dubbio nelle menti dei presenti e la decisione da prendere inizia ad assumere un peso diverso per ognuno di loro.
Ma la particolarità del film non si riduce alla sua trama o al tema di scottante attualità che è ormai un tabù in Russia, bensì al modo in cui questa storia ci viene raccontata. La difesa della propria posizione dà modo a ognuno dei giurati di parlarci di sé, di raccontare la propria storia, descrivendoci così la multi etnica e variopinta società russa contemporanea, erede di quella coesistenza di etnie che era l’Unione Sovietica e svelandoci così la sua complessità.
Ancora, il film è in grado di coinvolgerci personalmente. Quei giurati siamo noi, siamo noi che veniamo chiamati a decidere della sorte di quel ragazzo mettendo in dubbio tutte le nostre certezze, senza avere prove tangibili né della sua colpevolezza, né della sua innocenza, tant’è che nel film non si vede affatto il processo, tutto ha inizio dopo, nella sala della giuria. Lo stesso Mikhalkov alla presentazione del film a Milano, all’interno di una rassegna di film russi contemporanei in lingua originale, ha puntato l’attenzione sull’empatia che si crea tra il pubblico e i suoi personaggi. Egli ha concluso dicendo che il pubblico al termine del film non applaude lui o gli attori, ma applaude sé stesso, vero protagonista del film.
Forse dovremo pazientare ancora un po’ prima di vederlo nelle sale italiane, ma sicuramente è un film che farà parlare di sé ben prima della sua uscita al cinema.
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