
Quando ho deciso di fare il mio primo viaggio in Mali molti pensieri si inseguivano nella mente: riuscirò a resistere per 2 settimane in un ambiente completamente diverso, senza sapere una parola (o quasi) di francese? Appena sono sceso dall’aereo tutte queste preoccupazioni sono svanite, ho cominciato a respirare l’aria calda ed avvolgente dell’Africa e mi sono accorto di quanto fossero stati vani quei pensieri.
Le persone infatti, nonostante vivano in condizioni di estrema povertà e disagio, sono molto aperte, cordiali e calorose e non ho avuto difficoltà ad ambientarmi. A volte al posto di una frase, di una parola non detta basta un gesto, un espressione del viso per capirsi come se ci si conoscesse da tanto tempo: è impossibile non amare questa gente!
Se ripenso alle giornate trascorse, un turbinio di emozioni si scatena dentro di me: camminando per le strade polverose e trafficate di Bamako, a ogni angolo di strada sbucano bambini, donne che trasportano in testa ogni genere di cosa e persone intente a svolgere una miriade di attività.
Dal punto di vista organizzativo, sono stati giorni molto impegnativi; nella prima settimana, abbiamo infatti preso contatto con tutti i nostri volontari e abbiamo fatto una serie di riunioni per capire come proseguono i progetti e programmare le attività da fare.
Dovete sapere che gli spostamenti e le comunicazioni non sono affatto facili e i tempi africani non sono come i nostri. Qui, complice anche il caldo intenso, tutto avviene molto lentamente e dalle 13 alle 16 tutte le attività si fermano perché muoversi è molto difficoltoso a causa dell'arsura.
Il venerdì poi è giorno di preghiera per i musulmani (che qui sono la maggioranza) e per tutto il pomeriggio la città si ferma perché tutti si recano alla grande moschea per la preghiera.
Siamo stati anche alla nostra scuola umanista “Silo” di Kalaban Koura per incontrare i bambini di tutte le classi (circa 185) e per consegnare il materiale che abbiamo portato dall'Italia; abbiamo anche pianificato con Idrissa, uno dei nostri volontari in Mali e direttore della scuola, dei miglioramenti da apportare alla scuola. A partire dall'anno prossimo la scuola sarà ampliata e potranno essere ospitati altri bambini!
Nella seconda settimana siamo stati impegnati nello svolgimento delle attività della Campagna Stop Malaria, scopo principale di questo mio viaggio in Mali. Abbiamo fatto una serie di incontri con i nuovi gruppi che intendono aderire alla Campagna e con quelli che a giugno 2007 hanno ricevuto le zanzariere; ciò che abbiamo constatato è stata una generale soddisfazione di tutte le persone che hanno compreso come l’utilizzo corretto delle zanzariere può comportare una notevole diminuzione del rischio di contrarre la malaria (soprattutto per i bambini e le donne incinte che sono i soggetti più deboli). I gruppi che già hanno a disposizione le zanzariere ci hanno inoltre fatto presente che non è più necessario acquistare gli zampironi e, pertanto, con i soldi risparmiati potranno acquistare altre zanzariere per le persone del loro quartiere che ancora non le hanno ricevute: che bell’esempio di reciprocità! Altri aspetti positivi sono stati il coinvolgimento della popolazione nelle giornate di pulizia del quartiere e la sempre più crescente comprensione del concetto di autorganizzazione. Le persone di alcuni quartieri stanno infatti cercando di sensibilizzare le autorità locali sul miglioramento delle condizioni di vita attraverso la presentazione di progetti per la costruzione di pozzi dove depositare le acque reflue. Vedremo gli sviluppi nei prossimi mesi ma una cosa è certa: le persone stanno diventando sempre più autonome e consapevoli che il cambiamento personale e sociale deve partire da loro senza dipendere sempre dall’aiuto esterno.
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