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Autore: Thomas Schmid L’architetto Renzo Piano potrebbe fare il prestigiatore: con le sue planimetrie e i modellini riesce a far apparire il progetto per le aree dismesse della Falck come un’enorme oasi di verde, cultura, tranquillità e qualità della vita, mascherando con grande professionalità una gigantesca opera di cementificazione e una colata d’asfalto spalmate su oltre un milione di mq di terreno. Il 28 gennaio a Sesto, in un consiglio comunale aperto, l’architetto di fama internazionale ha presentato insieme al sindaco Oldrini il progetto commissionato dall’immobiliarista Zunino della Risanamento SpA. proprietaria delle aree da edificare. Si tratta di una zona corrispondente al 16 % della superficie di Sesto S. Giovanni. Con grande abilità Renzo Piano ha decantato i pregi dell’opera da lui progettata: un parco con alberi e praterie a perdita d’occhio, laghetti scintillanti, le vestigia delle industrie Falck trasformate in prestigiose strutture museali ed espositive, "luoghi d’eccellenza” moderni e affascinanti. Nella settimana successiva alla presentazione i cittadini avevano poi l’opportunità di visitare la mostra allestita nel palazzetto del Comune, in cui venivano esposti plastici e tavole che illustravano il progetto. Anche qui il cemento e l’asfalto, il traffico e l’inquinamento erano come rimossi, inesistenti. Dipinti di verde. Più si studiano le planimetrie disegnate ad arte da Renzo Piano, più ci si rende conto dell’inganno e della superficialità dell’informazione fornita. Siamo di fronte al tentativo di vendere ai cittadini un’opera edilizia a dir poco inquietante con una veste verde ed ecologica. Nel suo discorso davanti al Consiglio comunale, l’architetto ha fugacemente accennato ai 27.000 nuovi parcheggi previsti, di cui 16.000 pubblici e 11.000 privati, probabilmente tutti sotterranei e a più livelli. Nella mostra del Comune non si accenna alla collocazione di questi posti macchina e all’elevato impatto ambientale che comporteranno. Tutto abilmente nascosto sotto un prato verde pisello. Anche i 25 grattacieli alti 72 metri sono disegnati nelle planimetrie come innocui quadretti verdi, perché sul loro tetto verrà seminato un manto erboso: non si sa come riuscirà a resistere al caldo estivo, a meno di non irrigarlo! Chi avesse cercato di capire dalla mostra dove saranno collocate le case popolari e l’edilizia convenzionata, ha dovuto accontentarsi di 4 minuscoli asterischi rossi disseminati ai quattro angoli dell’area. Come dire: l’edilizia pubblica prevista per legge (20 % delle case) sarà relegata negli angoli meno pregiati del quartiere o vicino alle arterie trafficate, a discrezione degli immobiliaristi. Confrontando la planimetria viabilistica con quella dei mezzi di trasporto, salta poi all’occhio un’altra incongruenza: dalla futura stazione ferroviaria a ponte in direzione nord è disegnato un lungo tratto di corsia riservata ai mezzi pubblici, ma facendo un confronto con i percorsi delle linee di autobus previste si nota che nessuna di queste percorrerà quella strada. Una corsia preferenziale fantasma? Alla mostra l’impiegato del comune ha alzato le spalle: boh, si saranno sbagliati, è un progetto ancora un po’ da perfezionare! Davanti a tanta approssimazione c’è una sola cosa sicura: questo progetto è da bocciare. Non merita nemmeno di essere preso in considerazione. I sestesi non hanno bisogno né di 15.000 nuove abitazioni di lusso, né dell’ennesimo centro commerciale, né tanto meno di 27.000 parcheggi presi d’assalto da altrettante automobili inquinanti. Vogliamo un Bosco per Sesto, dove le radici degli alberi possano spingersi nel sottosuolo senza imbattersi nel cemento dei parcheggi sotterranei nascosti da abili architetti. Le nostre proposte in breve:
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Cemento dipinto di verde
Inserito da Marco il Dom, 30/03/2008 - 10:20»
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