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Autore: Luzen Viviamo anni difficili e probabilmente tempi confusi e caotici ci attendono in questo nostro piccolo mondo. Ma non è il caso di spaventarsi, nel mezzo delle alterazioni e delle convulsioni di questo particolare momento storico bisogna mantenere lo sguardo fermo. Stiamo per assistere alla nascita di una nuova civiltà planetaria in grado di percorrere insieme “un cammino verso la libertà” lasciandosi alle spalle la preistoria per entrare in una storia davvero umana. Su questa straordinaria e convinta affermazione si basa questo saggio dello scrittore e politico cileno. In questo libro, Tomás Hirsch esamina un pianeta la cui situazione non consente più di pensare in termini isolazionisti o campanilisti. È una situazione pericolosa e profondamente iniqua che sta conducendo l’umanità verso guerre, crisi energetiche e impoverimento generalizzato. L’autore definisce la situazione mondiale come la crisi terminale legata alla fine dell’attuale civiltà materialista, mette in guardia sulla minaccia costituita dal suo crollo ed elabora proposte per evitare un collasso che potrebbe assumere caratteristiche traumatiche, soprattutto per i gruppi sociali più svantaggiati. La sfida dei popoli è prendere atto della direzione presa dalla globalizzazione e dal modello neoliberista, riprendersi il potere che troppo a lungo è stato delegato a “capi” e “leader” che non rappresentavano la base, operando un cambiamento a partire dal basso, dalle comunità locali. È come se fossimo a bordo di un treno diretto verso un precipizio; non è spostando i sedili all’interno dei vagoni che eviteremo l’incidente. Per questo dobbiamo arrestare il convoglio o cambiare la sua direzione di marcia”. Dall’analisi dei cattivi modelli legati a false credenze quali l’accumulo di denaro, la condanna ad una necessaria e obbligata “crescita” economica e la concentrazione del potere in mani sempre meno numerose (e pulite), passando per il vicolo cieco di una globalizzazione che tende a rendere tutto omogeneo invece che favorire la multiculturalità e le sue risorse, si cerca di fornire delle risposte che possono venire solo dai popoli, dalle persone con le loro reali necessità e i principi umanisti in cui essi credono: rifiuto della violenza, rispetto della diversità come ricchezza culturale, auto-organizzazione e reciprocità. Invertire le priorità attuali per andare incontro ai reali bisogni della gente. E quali sono gli obbiettivi dichiarati ? Passare dalla concorrenza alla convergenza, dall’accumulazione alla distribuzione per un progresso di tutti per tutti. Utopia ? No, se la trasformazione personale ci guida nel concepire una società in cui ci sentiamo tutti parte e ci spinge col nostro lavoro al servizio del bene collettivo. E quello che nei momenti di sfiducia può sembrare solo un piccolo cambiamento, il lieve battito d’ali di una farfalla, può trasformarsi davvero in un grande progetto: una nazione umana universale. “Ogni opera umana è figlia della collaborazione, non della disputa”. Tomás Hirsch (Santiago del Cile, 1956) è stato tra i fondatori del Partito Umanista, il primo partito legalizzato in Cile come strumento di lotta nonviolenta contro la dittatura di Pinochet. Tutta la sua azione politica e sociale si ispira al pensiero di Mario Rodriguez Cobos, detto Silo, che Tomas Hirsch riconosce come sua guida spirituale da quando ha conosciuto il suo messaggio, all’inizio degli anni Settanta. È stato candidato alla Presidenza della Repubblica nelle elezioni del 1999 come rappresentante del Partito Umanista e nel 2005 a nome di Juntos Podemos Mas, la più amplia alleanza della sinistra cilena dai tempi di Allende. Da allora Tomas Hirsch è diventato un personaggio noto e riconosciuto in tutta l’America Latina, ha partecipato a forum e incontri con presidenti come Lula, Ortega, Chavez e il Presidente della Bolivia Morales. Con quest’ultimo ha stabilito una relazione di vicinanza e appoggio reciproco, rafforzata dalla presenza di Evo Morales al Secondo Forum Latinoamericano, svoltosi a La Paz nel novembre del 2007 e dalla stesura della prefazione di questo libro. |
La fine della preistoria
Inserito da Marco il Gio, 19/06/2008 - 18:32»
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