|
Autore: Gruppo Controinformazione del CSA Silvia Baldina Il 3 settembre una delegazione della Limitless, società del Dubai in trattativa con Luigi Zunino per rilevare l’intera proprietà delle aree Falck, si è presentata in Comune per vedere lo stato di avanzamento del progetto. Dopo un breve colloquio, la squadra di Limitless è volata direttamente a Parigi dove ha sede lo studio dell’architetto Renzo Piano, autore del progetto per le aree Falck. Per la proposta di acquisto si parla di una cifra compresa tra i 750 milioni e 1 miliardo di euro. Sarebbe il terzo cambio di proprietà dell'area negli ultimi otto anni. Infatti nel 2000 il gruppo Pasini acquista da Alberto Falck le aree dell’ex acciaieria per circa 400 miliardi di lire. Strozzato dai debiti, nel 2005 Pasini è costretto a vendere alla Risanamento Spa di Zunino, che la paga in totale 218 milioni di euro. Dopo qualche mese Zunino vende all’immobiliarista romano Danilo Coppola diritti edificatori per 300mila mq (su un totale di 1.300.000 mq) per 200 milioni di euro. Oggi anche Zunino, soffocato dai fortissimi debiti con le banche, è costretto a vendere quote consistenti del proprio patrimonio immobiliare, e quindi tocca alle aree Falck. Alla fine dell’incontro, l’amministrazione comunale ha tenuto a precisare che il passaggio di proprietà non cambierà il progetto urbanistico presentato da Renzo Piano, ma risulta difficile crederlo, visto che il solo costo delle aree è più che raddoppiato. Limitless, per ora, si limita ad interpellare i soggetti interessati ed evita di rilasciare dichiarazioni, in attesa di conoscere tutti i dettagli e le intenzioni del comune sul Piano di Governo del Territorio (PGT), che nei prossimi mesi sostituirà l'attuale Piano Regolatore. La cifra della transazione dipende dai profitti che la proprietà potrà ricavare dall'area, cioè da quanti mq di cemento il comune concederà di costruire. Sperando solo che qualcuno si ricordi dell'interesse pubblico dei cittadini sestesi. La società acquirente è un fondo immobiliare controllato dall'emiro arabo Ahmed Bin Sulaymen, che incarna la crescita aggressiva dell’economia del Dubai sostenuta dai petrodollari e che, come suggerisce la traduzione del nome, pare “senza limiti”. Una società di cui si conosce poco, ma che dispone di ingenti risorse da investire nel mercato immobiliare, e di cui probabilmente nemmeno il super-consulente del comune Guido Rossi (che fine ha fatto?) potrà svelarci molti segreti. Questa operazione rappresenta l’ultimo di una lunga serie di investimenti delle élite arabe che si pongono come obbiettivo di allargare la loro sfera d’influenza sui mercati europei. La scalata all’impero di Zunino, inoltre, si può valutare come un tentativo di entrare nel salotto buono di Mediobanca (di cui Zunino detiene molte azioni), dove anche Tarak Ben Ammar, finanziere franco-tunisino, ha già annunciato di voler portare capitali arabi, per entrare a pieno diritto nell’affare Expo 2015. Si apre quindi un nuovo capitolo per la riqualificazione di queste aree in cui le incognite sembrano aumentare anziché diminuire e dove il futuro stesso del territorio e il dibattito che dovrebbe animare la sua riconversione viene messo in ombra dai riflettori dell’alta finanza. In questa direzione è bene ricordare che affidare il futuro di una città alle fortune dei proprietari è un grave errore, perché significa privilegiare gli interessi di un singolo rispetto a quelli di una collettività. Non escludere i cittadini dai processi decisionali, è l’unica vera garanzia contro la speculazione: dal Palazzo battete un colpo! Per maggiori informazioni scrivi a controinfo.csabaldina (at) yahoo.it |
Speculazioni... senza limite!
Inserito da Marco il Lun, 06/10/2008 - 20:35»
- Login o registrati per inviare commenti
