Case popolari: l'emergenza continua

Autore:
Rita Dal Passo
Case popolari in via Marx a Sesto S.G.

Il “bene” casa rappresenta oggi più che mai un problema per una larga fascia di popolazione che si dibatte fra mille spese, cercando di far quadrare il bilancio a fine mese.

Giovani con contratti di lavoro precari, famiglie che ai tempi della lira se la cavavano, e che oggi arrancano, devono fare i conti con mutui pesanti e affitti lievitati.

In tempi così magri in cui nonostante tutto a Sesto, come d’altronde nell’attigua Milano, giusto per parlare di casa nostra, è prevista la costruzione di grattacieli di lusso, ci è sembrato opportuno fare un po’ il punto della situazione sull’edilizia popolare nella nostra cittadina, rivolgendo alcune domande a Marco De Guio, esponente del Sindacato Unione Inquilini di Sesto San Giovanni, che reputa l’impegno per l’edilizia pubblica, sia per quanto realizzato finora, sia per quanto è in programma di realizzazione, fortemente insufficiente. A voi, l’ intervista a Marco.

D. Quali sono i punti cardine dell’accordo stipulato tra Comune di Sesto S. Giovanni e Aler di Milano ?

R. L’accordo tra Aler e Comune riguarda per ora soltanto il quartiere Parpagliona del Comune di Sesto e prevede:
l’abbattimento del centro sociale e l’ipotesi di riedificazione di una palazzina di 3 piani con al pian terreno il centro sociale e sopra le abitazioni;
l’abbattimento delle case di Via Catania 126 e la riedificazione con un numero di appartamenti diverso da quello attuale;
l’abbattimento di barriere architettoniche negli stabili di Via Catania 40, 50 e 90 che significa la realizzazione di sottotetti dove non ci sono appartamenti di proprietà e la costruzione di ascensori.
Per gli altri stabili di V.le Edison 448 e 458, Via General Cantore, Via Cairoli 115, Via Mincio 62, 74 e 92, attualmente non esiste un accordo tra Aler di Milano e Comune di Sesto. Nello scorso giugno c’è stato un incontro tra i delegati dei caseggiati, l’Unione Inquilini e il Presidente dell’Aler e a settembre abbiamo incontrato i quadri tecnici e il Direttore dell’Azienda Lombarda per l’Edilizia Pubblica. Ora come ora però non esiste un accordo tra proprietà Aler e inquilini.
La firma di un protocollo di intesa tra Aler e Comune è urgente e importante per la ristrutturazione degli stabili delle via sopra menzionate che presentano tipologie costruttive arretrate e inadeguate. A titolo esemplificativo basti citare le dimensioni inadeguate dei bagni degli stabili di V.le Edison, i cui inquilini hanno dovuto ristrutturare le cantine per costruire la doccia.

D. Quali sono i principali problemi che riguardano l’edilizia popolare?

R. Senz’altro la manutenzione e il livello degli affitti che con l’entrata in vigore della legge 27, il 1° gennaio scorso è notevolmente aumentato. La legge prevede infatti una riduzione degli affitti solo per le famiglie numerose in base al calcolo dell’Isee (metodo di calcolo che comprende reddito, proprietà mobiliari ed immobiliari). Possiamo dire che circa il 70% degli inquilini si trova a dover sostenere aumenti molto consistenti.

D. Si intravede una soluzione a breve termine per quanto concerne i problemi più urgenti?

R. Nell’incontro dello scorso 8 settembre tra il direttore dell’Aler di Milano e i rappresentanti di zona, alcune richieste, per quanto riguarda i problemi di manutenzione, sono state accolte. Ad esempio, la richiesta di collegare le fosse biologiche degli stabili di Via Catania 40, 50 e 90 alla rete fognaria e la realizzazione di sottotetti e ascensori. Per altri quartieri, c’è l’impegno da parte dell’Aler di programmare interventi per i problemi più urgenti. Ad esempio per le infiltrazioni d’acqua del condominio di Via Cairoli 115 e la caduta di calcinacci negli stabili di Via Mincio 62 e 74. Sono previsti il monitoraggio degli stabili di V.le Edison per quanto concerne le parti comuni e lavori di manutenzione all’interno degli appartamenti. Non si profilano comunque tempi brevi per i sopra menzionati interventi. Nei prossimi giorni i rappresentanti di zona dovranno essere contattati dall’Aler per un sopralluogo nei quartieri che presentano i problemi più urgenti. Per Via Catania tutti i provvedimenti sono comunque subordinati alla disponibilità del finanziamento da parte della Regione.
In merito all’aumento degli affitti è in corso una vertenza con la Regione. E’ stata lanciata un’autoriduzione degli affitti, sono state organizzate due manifestazioni prima della pausa estiva, ma per ora da parte della Regione ci sono solo impegni generici.

D. Sono molte le famiglie che sono in difficoltà ad adempiere al pagamento di affitto e spese?

R. Con l’entrata in vigore della legge 27, sì. Le stragrande maggioranza delle famiglie sono soggette ad aumenti anche molto consistenti; se a questo si aggiunge che continua a crescere il costo del riscaldamento e della vita in generale, ci si rende conto della drammaticità della situazione. La legge regionale inoltre prevede la decadenza dei contratti per chi supera un certo reddito e per chi possiede immobili anche se non adeguati alle proprie esigenze abitative. Ad esempio chi ha ereditato piccole porzioni di diversi immobili, impossibili da abitare, è escluso dalla possibilità di abitare una casa popolare.

D. Nelle ex aree Falck qual è la percentuale delle volumetrie destinata all’edilizia popolare prevista dal Piano di Governo del Territorio?

R. La percentuale di edilizia pubblica prevista è il 30%, sia agevolata che sovvenzionata. E’ scarsa e dobbiamo tenere conto che la legge 167 sui suoli prevede percentuali che vanno dal 40 al 70%. Ci stiamo battendo contro il Piano Zumino sia per l’edilizia popolare, di cui richiediamo almeno il 40% delle ex aree Falck, sia per la modifica complessiva del Piano.