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Autore: Ernestina Tonani Sono rientrata ormai da un mese dal campo di lavoro in Mali, ma non c’è giorno che non mi fermo a pensare agli occhi dei bambini e agli sguardi delle donne che, cariche di merci e con sulla schiena i loro piccoli, ti incrociavano mentre andavano al mercato. Odo ancora le grida dei bambini che giocavano nel cortile della scuola e che in coro, alzandosi rispettosamente in piedi quando entravo in classe il mattino, mi dicevano “Bonjour Madame”. Sento riecheggiare ancora il coro dei “Moi Madame” “Io Signora”, quando in aula chiedevo chi voleva venire alla lavagna. Chiudo gli occhi e vedo i sorrisi dei bambini, quando col loro quaderno in mano venivano a farmi vedere che avevano risolto il problema di matematica e io gli mettevo il visto di buona esecuzione. Questo Campo di lavoro si è svolto in relazione ad un progetto di alfabetizazione ed a visto coinvolte due scuole della capitale del Mali, Bamako, situate in due quartieri molto poveri : Kalaban Coura e Bankoni. Una di queste scuole è gemellata con una scuola di Torino dove insegnano due volontari. Qui molti bambini vivono in condizioni economiche ed igieniche veramente precarie; molto spesso le famiglie abitano in case senza la corrente elettrica, senza fognatura e senza acqua potabile, che è recuperata dai più piccoli presso i pozzi. I bambini, sovente, aiutano i genitori nelle faccende domestiche oppure, per partecipare al sostentamento economico famigliare, sono obbligati a lavorare già da piccoli. A questi bambini è rubata l’infanzia in quanto sono proiettati nel mondo degli adulti precocemente, inoltre, non potendo frequentare la scuola restano analfabeti o con un’istruzione così insignificante che finiscono per vivere in una situazione di emarginazione sociale. Imparare a leggere, scrivere e fare di conto, nonché imparare la lingua francese per i bimbi maliani è quindi importante. E’ una finestra che si apre nel loro mondo, fatto soprattutto di lavoro artigianale, dove è importante saper gestire la propria attività. Sviluppare la cultura alla scuola, soprattutto per le bambine, è dunque importantissimo in quanto sono le donne che tengono il bilancio e la contabilità famigliare e che spesso hanno attività commerciali. Quest’anno eravamo 14 volontari a dividerci le aule, composte di circa 40 alunni, ed abbiamo portato dall’Italia materiale didattico, quaderni, matite, biro, astucci, etc., che abbiamo consegnato ai Direttori scolastici delle due scuole dove insegnavamo. Inoltre, si è iniziato a creare una biblioteca portando ed acquistando sul posto circa un centinaio di libri in francese. All’inaugurazione la televisione nazionale ha filmato e mandato in onda l’evento. Le emozioni più vive le ho sperimentate quando sono andata con i volontari maliani a trovare le famiglie dei bambini sostenuti a distanza. La gioia di queste famiglie quando ci presentavamo era tangibile e l’accoglienza delle più calorose: ci facevano sedere e ci offrivano da bere, inondandoci di benedizioni e ringraziamenti in bambarà (la lingua locale). Il sostegno a distanza oltre alle spese didattiche si occupa della nutrizione, dei trattamenti sanitari e dell‘abbigliamento dei bambini, quindi le famiglie sono grate ai sostenitori. Inoltre, tutti erano lieti di farsi fotografare per inviare al sostenitore l’emozione di essere lì in quel momento, per far vedere com’ è cresciuto il bambino/a, e dove vive: la casa con il contorno di animali domestici e cucina all’aperto. Mi rimane viva l’immagine di una bambina alla quale ho portato un completino, maglietta e calzoncini, in regalo. Il giorno dopo a scuola è venuta a cercarmi per farsi vedere com’ era carina con il nuovo abitino, il suo sorriso non lo dimenticherò. Questo è il secondo anno che dedico le mie ferie estive al volontariato e devo ammettere che ritorno al lavoro con rinnovate energie, nuove emozioni ed un’esperienza generosa che mi arricchisce. Qualcuno potrebbe pensare che venti giorni sono pochi per poter cambiare qualcosa, io penso che sono abbastanza da apprezzare i sorrisi dei bambini e gli sguardi delle donne incrociati per la strada. Sufficienti per lasciarsi coinvolgere dall’atmosfera di colore e festa che i maliani sanno infondere in ogni cosa, ma soprattutto quanto basta per rigenerare la passione a dedicarsi al volontariato. |
Campo di lavoro in Mali
Inserito da Marco il Lun, 06/10/2008 - 20:15»
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