Che cosa sta succedendo alla scuola?

Purtroppo niente di bello!
La nuova Riforma Gelmini, DL 137/2008, prevede che in tre anni vengano tagliati 130.000 posti di lavoro (87.105 docenti e 4.500 ATA).
 
Nella Scuola Primaria si introdurrà la figura del maestro unico, con un tempo scuola di 24 ore settimanali. Questo provvedimento, fondato su un'esigenza puramente economica, non tiene conto della complessità della società dell'informazione in cui viviamo. Riporterà la scuola indietro di 50 anni, quando un unico docente “tuttologo” doveva insegnare a “leggere, scrivere e a far di conto”. Ora il tempo pieno, la compresenza degli insegnanti, una modalità di programmare collegiale e pluralista, permettono ad ogni bambino e ad ogni bambina di “apprendere ad apprendere”, di formulare ipotesi, di rielaborare in forma personale i contenuti.

 
Il maestro unico potrà garantire solamente uno sterile nozionismo. Il tempo scuola, ridotto a sole 24 ore, non permetterà il diritto reale all'istruzione, perché non sarà più possibile mettere in atto sperimentazioni mirate, progetti individualizzati, laboratori e uscite didattiche, fondamentali per uno sviluppo completo dell'individuo. Così si minerà alla base la qualità della Scuola Primaria italiana, sistema scolastico, ad oggi, tra i migliori in Europa e all'avanguardia, a livello mondiale, rispetto all'integrazione dei diversamente abili.
 
Il ministro Gelmini assicura che il tempo pieno sarà mantenuto utilizzando gli insegnanti di inglese, ma come sarà possibile, visto che è prevista una riduzione di 4.000 specialisti di lingua inglese?
 
Il Ministro parla di attività collaterali che si svolgeranno al pomeriggio. Ma con quali finanziamenti?
 
Ogni scuola si sovvenzionerà da sé, secondo il principio dell'autonomia. E allora il dubbio è: le scuole che dispongono di più fondi assicureranno una migliore qualità e le altre, con minori risorse, che cosa faranno? Si tornerà al “doposcuola”, come tanti anni fa?
Ma di quali fondi potranno disporre le scuole, se verranno tagliati in tutto 8 miliardi e le risorse umane saranno insufficienti?
 
Comunque possiamo stare tranquilli, perché anche i bambini della Scuola dell'Infanzia non saranno tutelati meglio (in questo ci sarà parità). Il Decreto prevede la possibilità di un orario solo antimeridiano, con un'unica insegnante per 29 bambini, a partire dai due anni e mezzo d'età (l'anticipo è stato mutuato dalla Legge Moratti). Così facendo si toglierà al Nido la sua specificità di scuola stimata e riconosciuta per i bambini da 0 a 3 anni e, nello stesso tempo, si danneggerà il livello qualitativo della Scuola dell'Infanzia, che non è assistenza o baby-sitteraggio per i genitori che lavorano, ma un ambito educativo e di esperienze formative per ogni bambino, che ha il diritto di essere riconosciuto nella sua specificità.
 
Per non parlare poi del Disegno di Legge Aprea, che prevede la decontrattualizzazione di retribuzione, di orario di lavoro e carriera dei docenti e la creazione, per ogni scuola, di Consigli di Amministrazione finanziati da privati, i quali potranno intervenire in merito a tutte le scelte della scuola.
In questo quadro desolante, gli insegnanti, i genitori, gli studenti, i collaboratori scolastici e i bambini – non strumentalizzati, ma resi partecipi dei diritti che gli verranno negati – non si perdono d'animo e mettono in campo tutta la loro creatività, prendono posizione e con voce chiara e forte esprimono la loro indignazione per la destrutturazione della scuola pubblica, che finora ha garantito a tutti il diritto all'istruzione, alla formazione e alla sperimentazione, riconoscendo il valore democratico della pluralità delle esperienze.
 
Le iniziative si sono moltiplicate in tutta Italia: manifestazioni di studenti, occupazioni delle scuole, presidii (anche a Sesto S. Giovanni se ne è tenuto uno venerdì 3 ottobre, ed ha visto la partecipazione di più di 400 insegnanti, genitori e bambini, e lunedì 6 ottobre anche a Milano, davanti la sede della RAI, gli insegnanti hanno voluto dare visibilità alla loro protesta con un presidio seguito da una fiaccolata), proiezioni di film, merende informative, insegnanti che si recano a scuola con la fascia a lutto al braccio, nottate nelle scuole ecc. ecc.. Insomma, tutto ciò che suggerisce una sana e allegra creatività.
 
Anche in rete sono partite raccolte di petizioni. Chi volesse firmare contro il maestro unico può andare sul sito www.firmiamo.it/controilmaestrounico
Ad oggi sono state raccolte più di 20.303 firme!
 
Si può andare sul sito https://servizi.quirinale.it/webmail/missiva.asp e chiedere al Presidente della Repubblica di non firmare il Decreto Gelmini. E si può anche andare sul sito urp@istruzione.it e scrivere: anche se non ci avete consultato sappiate che non siamo d'accordo con questa riforma distruttiva.
Non lasciateci soli con la Gelmini!
Milano, 12/10/2008 - Rosella