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Autore: Rita Dal Passo In questo momento in cui l’immigrazione nel nostro Paese ha assunto proporzioni non trascurabili, credo sia importante cercare di conoscere questo immigrato, spesso di cultura e religione diversa, per superare la paura della diversità, che spesso degenera in paura per la nostra integrità fisica, paura in gran parte fomentata dai mass media, che ci bombardano quotidianamente con così tante notizie di criminalità ad opera di nord-africani, rumeni e albanesi, da farci troppo spesso dimenticare che la maggior parte degli immigrati extra-comunitari viene nel nostro Paese per lavorare, non per delinquere, esattamente come tanti nostri meridionali venivano nel Nord Italia o andavano in America. Proprio allo scopo di avvicinarmi ad una cultura diversa, ho incontrato per un’intervista Nohran Essam (per gli amici Nora), una ragazza egiziana di 18 anni che abita e studia a Sesto S. Giovanni, frequenta infatti il Liceo Erasmo da Rotterdam, di cui è rappresentante di Istituto. Nohran è mussulmana ed è rappresentante dei giovani del Centro Culturale Islamico di Sesto San Giovanni. E’ emigrata nel nostro Paese con la famiglia all’età di 13 anni e ha due fratelli minori. R. Il Centro Culturale Islamico, che ha sede a Sesto in Via Tasso, è luogo di preghiera per i fedeli e di lezioni sul Corano che vengono tenute da un Imam quotidianamente. Inoltre si occupa di integrazione culturale tra persone di fedi diverse, creando occasioni di incontro e di interscambio attraverso varie iniziative e feste. D. Quali sono i principali problemi di un giovane islamico nella nostra società? R. Credo che uno dei principali motivi di disagio per i giovani mussulmani che emigrano in Occidente sia rappresentato dal fatto di trovarsi davanti a giovani che hanno molta libertà: libertà di uscire, di esprimersi, di rapporti con l’altro sesso. Questa libertà è disorientante perché non è ammessa dalla cultura islamica e può fare anche paura e causare disagio psicologico che ostacola il rapporto con gli abitanti locali. La libertà della società occidentale se da una parte affascina, dall’altra spaventa. D. Quali sono i maggiori ostacoli ai fini di uno scambio culturale e integrazione fra i giovani mussulmani e quelli italiani? R. Il maggiore ostacolo è sicuramente la paura della diversità. Quello che non conosciamo ci fa paura, abbiamo paura delle persone diverse per mentalità da noi. Gli italiani hanno paura degli arabi perché li reputano terroristi, poveracci pronti a delinquere, talebani per mentalità. Gli islamici temono gli italiani per la loro libertà di costumi che per loro sfiora l’immoralità. L’integrazione è possibile solo se c’è da entrambe le parti l’apertura mentale che permetta la conoscenza reciproca. E’ sbagliato parlare degli arabi o degli italiani in generale, perché ogni persona è diversa: gli italiani non sono tutti uguali e nemmeno i mussulmani lo sono. E’ la persona che conta. Prima di giudicare dobbiamo superare i pregiudizi e conoscerci. D. Cosa può fare la scuola per favorire l’integrazione tra giovani di cultura diversa? R. La miglior cosa è che i ragazzi stiano in classe insieme. Solo stando insieme ci si conosce, si eliminano le paure, si impara a conosce e a rispettare la diversità. Per il problema della lingua è senz’altro utile far frequentare a bambini e ragazzi che non conoscono affatto la lingua italiana dei corsi base di lingua di alcuni mesi, prima dell’inserimento nella scuola pubblica. |
GIOVANI MUSULMANI E GIOVANI ITALIANI: INTEGRAZIONE POSSIBILE
Inserito da Marco il Gio, 11/12/2008 - 17:20»
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