ENERGIA NUCLEARE? NON CONVIENE

Autore:
Thomas Schmid
Centrale nucleare

Secondo un recente sondaggio Demos, il 46,8% degli italiani è favorevole alla costruzione di centrali atomiche in Italia, il 44,1% contrario e il 9% indeciso. La percentuale dei favorevoli scende però al 41% se la centrale fosse vicina a casa propria.

I motivi più sbandierati a favore del ritorno al nucleare sono l'assenza di emissioni di CO2, il basso costo e l'ampia disponibilità di uranio. Tutti argomenti falsi però, come vedremo di seguito.

Secondo gli esperti, non è affatto vero che la produzione di energia nucleare è priva di emissioni di CO2. Già solo per estrarre dalle miniere il materiale grezzo che contiene uranio e processarlo per ottenere, alla fine di un lungo procedimento, il combustibile pronto da usare nelle centrali, si producono emissioni enormi: infatti, per ottenere una sola delle 200 barre di combustibile posizionate in una centrale nucleare, occorre estrarre migliaia di tonnellate di roccia.

A questo si aggiunge tutta l'energia necessaria per costruire e far funzionare le centrali, per mantenerle nei decenni dopo il loro smantellamento e per la conservazione delle scorie per decine di migliaia di anni. Circa il 40% dell'energia prodotta va in fumo per coprire tutte le attività correlate al funzionamento di una centrale.

Non va molto meglio con l'argomento del basso costo. Calcolando tutti i costi dalla A alla Z del ciclo nucleare (incluso quindi il dispendioso stoccaggio dei rifiuti per lunghi secoli), il nucleare risulta essere la fonte energetica più costosa che ci sia. Se l'energia elettrica comprata dalle centrali francesi costa relativamente poco, questo è dovuto al fatto che comperiamo il surplus di energia nelle fasce orarie in cui i francesi hanno poco consumo domestico, e soprattutto alla copertura di gran parte dei costi da parte del settore militare, e quindi dei contribuenti francesi.

L'ampia disponibilità di uranio per il futuro è una favola. All'attuale ritmo di sfruttamento si calcola che tra pochi decenni i giacimenti mondiali di uranio saranno esauriti.

Dire che il nucleare potrebbe sostituire il petrolio come fonte energetica è un’altra falsità: l’elettricità nucleare ha coperto nel 2001 soltanto il 2,3% del consumo mondiale di energia. Anche se si assumesse come obiettivo quello dichiarato da Berlusconi, e cioè il raddoppio nel mondo entro il 2030 delle centrali nucleari esistenti, la conseguente riduzione dei gas serra sarebbe appena del 5%.

Riaprire le centrali nucleare è improponibile per tutta una serie di altri motivi, tra cui la mancanza di soluzioni per lo stoccaggio sicuro dei rifiuti, che rimangono altamente radioattivi per decine di migliaia di anni. E’ come se dovessimo vigilare oggi sui rifiuti tossici prodotti da una società vissuta 10.000 anni fa, come se fossimo noi gli eredi dei rifiuti tossici prodotti dai nostri antenati e seppelliti sotto terra! E' pura follia pensare di lasciare in eredità alle future generazioni un problema irrisolto e irrisolvibile sotto forma di bidoni radioattivi.

A questo si aggiunge l'obsolescenza della tecnologia nucleare. I reattori oggi in funzione comportano gli stessi rischi di incidente catastrofico di quelli usati a Cernobyl 22 anni fa. I recenti incidenti in Francia e in Slovenia dimostrano che incidenti più o meno gravi continuano a susseguirsi con una frequenza allarmante. La cosiddetta “quarta generazione” di centrali nucleari, di cui ama parlare il nostro governo, è in alto mare (non può essere operativa prima del 2030) ed è ancora piena di incognite tecnologiche.

Ma di fronte a tutte queste controindicazioni, perché mai l'attuale governo si intestardisce a voler costruire nuove centrali nucleari e a forzarne la realizzazione, addirittura tramite leggi speciali e presidi militari pur di evitare le contestazioni da parte della gente?

Perché ignora l’esito del referendum che nell’87 sancì la rinuncia al nucleare?
Le ragioni sono probabilmente più di una: la costruzione delle centrali è un grande business, come tutte le “grandi opere” realizzate con denaro pubblico. Inoltre, il nucleare permette di centralizzare e monopolizzare la produzione energetica, l’esatto opposto del solare che è invece disponibile in modo totalmente decentrato ed accessibile ad ogni cittadino che vuole installare pannelli solari sul tetto della propria casa.

Essendo poi le centrali nucleari strettamente legate al settore bellico e quindi alle bombe atomiche, non è da escludere che l’Italia possa in futuro entrare nel club delle potenze nucleari.

Il motivo principale per dire no all'energia nucleare è che esistono delle valide alternative: innanzitutto il risparmio energetico nell'edilizia, nell'industria, nei trasporti e a livello domestico. In questo campo esistono potenzialità enormi a costo zero, anzi risparmiando!

In secondo luogo vanno sviluppate le fonti energetiche rinnovabili, come il solare fotovoltaico, il solare termico e l’eolico. Il nucleare sottrae preziosi finanziamenti a queste alternative.
Infine, è necessario ridurre i consumi e cambiare stile di vita. Non è un “ritorno alla candela”, ma l’abbandono dell’ ”usa e getta”, del superfluo e dei prodotti importati da grandi distanze. E’ il passaggio ad una vita più sana e sobria, con meno stress, magari ripredendo il rapporto con la natura.
 
Per saperne di più:
http://www.umanistiambiente.org/index.php?option=com_content&task=view&i...
http://www.marioagostinelli.it/?p=350

Fonti:

  • Energia nucleare – una scelta impossibile. Angelo Baracca
  • No al nucleare! Si alle alternative: istruzioni per l’uso. Mario Agostinelli, ottobre 2008.
  • “No alle centrali” Via la campagna anti-nucleare, il Manifesto, 9.11.08