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Autore: Luzen Nel contesto di una crisi economica mondiale senza precedenti, l’area tematica sull’Economia Alternativa del Forum Umanista Europeo, che si è tenuto a Milano lo scorso Ottobre, appare senz’altro un argomento più che mai attuale. Nella cornice splendida dell’università della Bicocca, la piccola aula ha faticato a contenere tutti gli attenti partecipanti intervenuti, ansiosi di conoscere la proposta per un sistema economico “alternativo” sia a quello comunista che a quello capitalista. Dagli interventi dei relatori e dal dibattito dei partecipanti che ne è seguito, emerge con assoluta evidenza che le proposte e le alternative esistono e non solo a livello teorico ma anche pratico, come dimostrato da alcune esperienze sperimentate da piccole comunità. E allora le proposte….. a partire da un’analisi del percorso storico che si lascia alle spalle il fallimento del socialismo reale trasformato in totalitarismo, con l’accentramento del potere e il controllo assoluto dell’economia da parte dello Stato, e che oggi vuole andare oltre il crollo del sistema finanziario esclusivamente governato dalle leggi di mercato e dagli interessi dei privati. Il primo relatore è Aldo Carra, direttore dell’osservatorio economico della CGIL, tratteggiando le cause primarie scatenanti della crisi, la descrive come un momento “naturale” nella storia del capitalismo sul quale si può agire in due modi: o correggendolo (ma prima o poi gli “incidenti” ricapitano), o si cerca un'altra via, un modello diverso che riduca o inibisca il divario tra economia reale e bolla speculativa. Il modello è legato al cambio degli indirizzi della produzione in una direzione volta alla qualità della vita, ai servizi e ai rapporti tra le persone; meno consumista molto più rivolto alla gente e ai reali bisogni. La crisi, questa crisi, è una buona occasione per cercare di sensibilizzare su questa necessità di cambiamento. Segue Mario Mazzoleni, professore di Economia Aziendale dell’Università di Brescia, entra più nel dettaglio tecnico di un modello possibile di “partecipazione aziendale” basato su regole diverse che portino alla centralità della persona in quanto lavoratore: sì al mercato ma con regole che ne permettano la durata nel tempo, con una partecipazione vera e garantita di tutti e sviluppo di cultura, informazione e creatività. Una manager attento, sensibile, al servizio dei lavoratori può sembrare lontano, ma non per questo non perseguibile con regole certe e condivise da tutti. E ancora Roberto Burlando, economista presso le Università di Torino ed Exeter, propone un interessante approccio economico basato sulla cosiddetta “Economia Gandhiana”. Partendo da un semplice grafico che illustra come nel corso degli ultimi decenni la crescita del PIL aumenta mentre il grado di soddisfazione delle persone diminuisce sempre più repentinamente, espone i punti o meglio le sei parole chiave del modello gandhiano: limitazione dei desideri/sobrietà (Aprigrah), lavoro auto-diretto come servizi (Yajna), sviluppo locale auto-centrato (Swadeshi), non – sfruttamento, uguaglianza di possibilità (poi doveri e diritti), amministrazione fiduciaria. Si delinea un quadro auspicabile che ci eleva non solo moralmente ma a tutti i livelli accrescendo il dharma, la nostra conoscenza di noi stessi e del mondo che ci circonda ricercando quall’armonia che spesso ci sfugge. Uno quadro di ciò che è possibile e uno stimolo a renderci migliori. Chiude la cerchia di relatori il giornalista Giorgio Simonetti, studioso di economia e di banche etiche, giornalista per Report, che presenta una sua inchiesta molto interessante (andata in onda anche a “Report”) su un fenomeno recente di autoorganizzazione dal basso: JAK BANK una sorta di banca del mutuo soccorso presente in Svezia e basata su soci che si prestano denaro a tassi bassissimi con accumulo di crediti che ne permettano la sopravvivenza. Versamenti di accumulo per poi garantirsi accesso al credito senza doversi accollare tassi e oneri elevati; al di là dei tecnicismi da verificare, pro e contro della gestione è comunque un interessante esempio di come, partendo dal basso, sia possibile cercare di essere parte attiva in processi che spesso ci vedono solo come soggetti passivi ed esposti a rischio. E infine Guillermo Sullings (tramite collegamento video), economista umanista argentino e autore del libro “Economia mista – oltre il capitalismo”, interpreta la summa di quanto emerso dalla proficua giornata di incontri e relazioni. La proposta del sistema di “Economia Mista” combina la libera iniziativa privata con la regolamentazione delle Stato. Perché lo Stato possa svolgere al meglio il suo ruolo di coordinatore del mercato deve fondarsi su un sistema di democrazia diretta. Quindi diversi modelli etici e partecipativi volti a valorizzare le persone, non le cose, con l’invito forte dal Forum Umanista Europeo che guarda e aspira ad un mondo nuovo, diverso economicamente sostenibile e possibile. |
L’alternativa economica possibile
Inserito da Marco il Gio, 11/12/2008 - 17:10»
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