COMITATI GENITORI DOCENTI IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

Autore:
Rosella Pessina
Manifestazione del Comitato Genitori

Perché sono nati questi Comitati?
Perchè bisogna difendere la scuola pubblica?

I Comitati sono nati dall’esigenza di riflettere insieme, genitori e docenti, circa l’importanza della qualità della scuola di fronte alla Legge Gelmini, che di fatto, già dal prossimo anno scolastico 2009/2010, introdurrà significativi cambiamenti nella scuola, soprattutto in quella primaria.

I genitori potranno scegliere un tempo scuola diversificato: 24, 27 e 30 ore, oltre alle 40 ore attuali del tempo pieno, minando così l’esistenza dello stesso, e, laddove la richiesta permetterà di mantenerlo, verrà comunque snaturato in quanto non saranno più previste le compresenze delle insegnanti, che permettevano attività di recupero e approfondimento in piccoli gruppi, attività laboratoriali e di ricerca e sperimentazione.

Ma soprattutto, con la scelta di un tempo scuola di sole 24 ore settimanali, si introdurrà la figura del cosiddetto maestro unico, o prevalente, che riporterà la scuola a 40 anni fa, quando un solo insegnante in poche ore doveva insegnare a “ leggere, scrivere e a far di conto”.

In una società complessa come la nostra ciò non basta più, piuttosto che dare nozioni che lasciano il tempo che trovano, bisognerebbe aiutare i bambini e i ragazzi ad “apprendere ad apprendere”, ad esercitare il senso critico, ad imparare a rispettare gli altri e a convivere civilmente, rispettando la diversità e i punti di vista di tutti. E forse 24 ore sono troppo poche.

Altra novità sarà il ritorno alla valutazione in decimi, che cancellerà il giudizio, modalità che lasciava più spazio alla riflessione circa il percorso formativo intrapreso dai ragazzi e la verifica della validità del metodo di insegnamento dei docenti. Ritornerà anche il vecchio “ voto in condotta”, che farà media con gli altri voti.

E’ già ritornato, in molte scuole, il grembiulino, che sembra dare garanzia di serietà ed efficienza.
L’anticipo della frequenza dei bambini di due anni e mezzo nella scuola dell’infanzia e dei bambini di cinque anni e mezzo nella scuola primaria è stato prontamente ripristinato. Per quanto riguarda la scuola secondaria il tempo prolungato rischia di scomparire del tutto.

E poi che dire del fatto che saranno tagliati ben 8 miliardi nella scuola, con una perdita, nel giro di tre anni, di circa 130.000 posti di lavoro tra personale docente (la maggior parte precari, che non saranno nemmeno licenziati, ma semplicemente non saranno più chiamati a fare supplenze) e ATA?

Rispetto a tutte queste tematiche c’è stato un ampio confronto, a partire da settembre 2008, tra tutte le componenti della scuola: genitori, docenti, Dirigenti, ATA (personale di segreteria e collaboratori scolastici) e ciò ha originato la nascita di Comitati spontanei, apartitici, nati dal basso, da persone che hanno ritrovato la voglia di contrastare, con metodologie creative e nonviolente, la logica dei tagli e degli interventi svalutativi della qualità della scuola pubblica.

La scuola primaria italiana è ai primi posti in Europa, rispetto alla qualità e primeggia nel mondo per le sue leggi relative all’integrazione dei diversamente abili.

Perciò i più grandi meriti di questi Comitati, nati in tutta Italia e coordinati a livello nazionale da Rete Scuole, sono stati: la capillarità dell’informazione, che ha saputo contrastare le notizie ufficiali volutamente ambigue, il livello di partecipazione alle varie iniziative che hanno saputo mettere in campo ( presidii, manifestazioni, raccolte di firme, volantinaggi, notti bianche nelle scuole ecc ecc.) e soprattutto, la capacità di creare un movimento forte di persone che finalmente si ritrovano insieme a parlare di cose importanti come la qualità della vita e della scuola dei propri figli, i diritti all’istruzione e alle pari opportunità per tutti, senza distinzione di razza, di sesso e di religione, e la possibilità di cambiare se stessi e il mondo che ci circonda in una condivisione di intenti e speranze.

La prossima iniziativa, in occasione delle iscrizioni ai vari ordini di scuola, sarà la raccolta di iscrizioni per la Buona Scuola , iscrizioni simboliche, da spedire poi all’Ufficio Regionale Scolastico e ai Dirigenti delle scuole, che chiedono un tempo pieno di qualità, che riaffermi il tempo scuola di 40 ore, il raddoppio delle insegnanti, le compresenze e consideri il tempo dedicato alla mensa un momento educativo.