NEL CUORE DEL CAUCASO DEL NORD

Autore:
Claudia Redigolo
L'Ebrus

La Repubblica di Kabardino – Balkarja, questa grande sconosciuta, tra conflitti secolari e contrasti recenti, un’isola di pace nel Sud della Russia.

Per queste vacanze invernali con un’amica abbiamo fatto una scelta fuori dal comune e soprattutto affettiva: accettare l’invito di un vecchio amico di Nalchik. La prima difficoltà è stata spiegare a parenti e amici dove si trovasse questa città, capitale della Repubblica di Kabardino – Balkarja, situata nel Caucaso del Nord e facente parte della Federazione Russa.

Il Caucaso del Nord è tristemente associato alle due guerre in Cecenia, all’inquieto Daghestan e la stessa Nalchik sarà nota ai più per l’attacco terroristico del 13 ottobre 2005 contro la sede locale dell’FSB, le forze di polizia russe.

In realtà la Repubblica si distingue per ben altre caratteristiche, quali la condivisione dei principi e della politica della Federazione, il rispetto per le tradizioni, la cultura caucasica, la bellezza dei paesaggi e la memoria storica.

Una delle cose che certamente colpisce è proprio questa: in tutto il territorio, in ogni angolo, si ergono monumenti ai caduti o alle vittime di guerra, senza distinzione di vinti e vincitori e senza dimenticare nessuno.

Così tra i monumenti commemorativi più tipici, come quello ai caduti della guerra in Afghanistan, si scorgono anche monumenti per i caduti in difesa dell’Abkhazia (ex regione separatista della Georgia, ora annessa alla Federazione Russa dopo la guerra dell’agosto 2008), una targa per l’eccidio di 600 abitanti ad opera dei nazisti durante la seconda guerra mondiale, che conta soprattutto vittime ebree e, infine, il memoriale alla deportazione del popolo balkaro.

La repubblica, infatti, reca un doppio nome, l’unione delle due principali popolazioni della repubblica: i kabardini, storicamente abitanti delle pianure della regione e i balkari, abitanti delle zone di montagna che hanno subito la deportazione staliniana dall’8 marzo 1944 al 28 marzo 1957.

Tra i cardini della cultura caucasica c’è il rispetto incondizionato per l’ospite: nonostante le dure condizioni economiche sembrino incoraggiare alla parsimonia, all’ospite non si nega nulla, in termini di beni, desideri e tempo.

Per chi è meno appassionato di cultura e politica, ma è affascinato dalla natura e dai suoi paesaggi, la Repubblica riserva delle meravigliose sorprese.

A circa un’ora di macchina da Nalchik ha inizio una serie di laghi situati a diverse altezze sul livello del mare, detti Golubye Ozera, cioè Laghi Azzurri. Questo perché l’acqua al loro interno non gela mai: alcuni studiosi ritengono che esista un collegamento sotterraneo al mar Caspio che permette il riscaldamento delle acque, altri ritengono invece che esistano delle correnti sotterranee di origine vulcanica.

Di fatto, nessuno è mai riuscito a misurare esattamente la profondità delle acque e tali laghi restano quindi avvolti nel mistero. Un’altra interessante alternativa è costituita dall’Elbrus, il monte più alto del Caucaso che tocca i 5.642 metri d’altezza. Questo monte incarna una vera attrattiva per gli amanti degli sport invernali: i turisti arrivano da tutta la Federazione e dall’estero per provare l’ebbrezza di sciare o di scendere con lo snowboard da una delle cime più alte d’Europa.

Certo gli impianti non sono a livello di quelli delle nostre Alpi, ma al turista inesperto come al professionista vengono offerti tutti i servizi necessari, dal noleggio dell’attrezzatura a insegnanti professionisti, dagli impianti di risalita alle seggiovie di ultima generazione.

E poi come rinunciare al piacere di ricompensarsi delle proprie fatiche con un bel piatto di shasliki fumanti, ovvero i famosi spiedini caucasici di carne alla brace? Infine, per chi sceglie una vacanza all’insegna del relax, diventa tappa obbligata quella in uno dei famosi centri di cure termali della repubblica, noti in tutta la Russia fin dai tempi di Pushkin, i cui effetti sono ancora oggi visibili nella bellezza delle donne caucasiche.

Insomma, se non ci si lascia scoraggiare dalle lungaggini burocratiche russe che richiedono un visto di difficile ottenimento e la tortuosità del viaggio – non esistono, infatti, voli diretti, ma bisogna effettuare scalo a Mosca e atterrare nel limitrofo aeroporto di Mineral’nye Vody, a circa due ore dalla capitale – si può veramente dire che la Kabardino – Balkaria è una meta che può soddisfare tutte le esigenze.