Martin Luther King: “I have a dream” (Ho un sogno)

Autore:
Ernestina Tonani
Martin Luther King

“Mattina presto, il 4 aprile. Uno sparo risuona nel cielo di Memphis.Libero finalmente, ti hanno preso la vita. Non avrebbero potuto prendere il tuo orgoglio” (tratto dalla canzone degli U2 “Pride- nel nome dell’amore”).

E’ il 04 aprile 1968, quando un dito preme sul grilletto di un fucile e con precisione colpisce alla testa, uccidendolo, Martin Luther King, politico, attivista, leader dei diritti civili dei neri, pastore protestante, Premio Nobel per la pace 1964.

La notizia dell’assassinio arriva a Robert Kennedy (candidato democratico per la Casa Bianca), mentre sta tenendo un discorso ad una folla di neri ad Indianapolis.

“Ho una notizia gravissima da darvi. Martin Luther King è stato assassinato. Anche mio fratello fu ucciso così (John Fitzgerald Kennedy –presidente degli Stati Uniti)…Tocca a noi che rimaniamo, di realizzare il sogno per cui hanno sacrificato la vita: la giustizia e l’amore tra gli uomini.”

Al funerale fu letto l’ultimo sermone pronunciato a febbraio di quell’anno. Una sorta di testamento dove King chiese che il suo funerale si svolgesse in semplicità ( il feretro fu trasportato al cimitero di Atlanta su di una carretta trainata da due muli), volle che non fossero menzionati i suoi premi e le sue onorificenze ma chiese solo che fosse ricordato così: “ Dica che fui una voce che grida nel silenzio per la giustizia. Dica che tentai di spendere la mia vita per vestire gli ignudi, nutrire gli affamati, che tentai di amare e servire tutta l’umanità”.

Duecentomila persone silenziose seguirono la bara fino alla fossa dove una lapide portava scolpite le parole di un antico Spiritual: “Finalmente libero! Finalmente libero! Grazie a Dio onnipotente, io sono finalmente libero”.

Martin Luther King nasce ad Atlanta il 15 gennaio 1929 dove crebbe e studiò al Collegio per neri Morehouse, diventando pastore come suo padre, riceve gli ordini e consegue la laurea in sociologia; In seguito ottiene la laurea ed il dottorato in teologia. Negli anni degli studi viene in contatto con la tesi pacifista ascoltando una conferenza su Gandhi.

Si persuase così che il vero pacifismo non è resistere al male, bensì un resistere al male in modo non violento. Il vero pacifismo è una coraggiosa sfida lanciata contro il male dal potere dell’amore, nella fede che è meglio essere oggetto della violenza piuttosto che infliggerla. “Con la violenza si moltiplica violenza ed il rancore presenti nell’universo, mentre con la nonviolenza si può far nascere nel l’oppositore un senso di vergogna che può produrre una trasformazione nel cuore”.

Nel 1953 sposa Coretta Scott, “sono in debito con mia moglie, senza il suo amore, i suoi sacrifici, la sua lealtà, non ci sarebbe stato compimento né nella vita, né nel lavoro”.

Nel 1954 accetta di svolgere l’ufficio pastorale a Montgomery dove la situazione di segregazione e negazione dei più elementari diritti civili della comunità nera hanno già portato tensione e diverse iniziative di protesta, anche violenta.

E’ nel dicembre 1955 che accade l’episodio che scatenerà la “rivoluzione nera”: Rosa Parks è arrestata per violazione delle leggi del segregazionismo, si è rifiutata di cedere il suo posto sull’autobus ad un bianco.

Alla notizia i neri si scatenano con rabbia, ma King riesce a fermarli e a persuaderli alla resistenza passiva e al boicottaggio “Sul cammino della vita qualcuno deve avere abbastanza buon senso e senso morale da spezzare la catena dell’odio e del male”.

Gli autobus giravano vuoti, tutti i neri si spostavano come potevano, a piedi o con l’aiuto di tassisti e liberi cittadini che si prestavano volentieri alla protesta.

King è arrestato per aver violato il codice della strada, guida a 50 all’ora
dove la velocità consentita è di 40 “ Se anche ogni giorno ci arrestano, ci sfruttano, ci calpestano, non dovete mai lasciarvi trascinare tanto in basso da arrivare ad odiare”.

Intanto, la rabbia della comunità bianca montò sempre più fino a sfociare nella violenza, perpetrata per opera del Ku Klux Klan. Mentre la notizia della protesta non violenta dei neri inizia a conseguire successo e consensi anche fuori dall’ Alabamana e il movimento riceve fondi e sostegno morale anche da paesi lontani come il Giappone e la Svizzera.

Dopo 385 giorni di boicottaggio e resistenza non violenta la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiara fuorilegge la segregazione razziale sui mezzi di trasporto pubblico.

Il movimento di lotta nonviolenta per i diritti civili continua le sue azioni di protesta con la disobbedienza civile: disobbedire alle leggi ritenute ingiuste fino a subirne le conseguenze penali.

E’ il 1963 quando il presidente Kennedy presenta al Congresso un provvedimento per sancire parità di diritti fra bianchi e neri.
Per dare ulteriore forza all’iniziativa viene organizzata la celebre “marcia
per il lavoro e la libertà”.

Più di duecentocinquantamila persone affollarono il Lincoln Memorial di Washigton assistendo al suo più famoso discorso “I have e dream” ed alla stretta di mano fra Kennedy e i leder del movimento per i diritti civili alla Casa Bianca.

“…Non potremo mai essere soddisfatti, finché i nostri figli continueranno ad essere spogliati dell’identità e derubati della dignità dai cartelli su cui sta scritto “Riservato ai bianchi”.
…Oggi, amici miei, vi dico: …Ho un sogno, che un giorno sulle rosse montagne della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che furono i padroni, potranno sedersi insieme alla tavola della fraternità…
Ho un sogno, che i miei quattro figli un giorno vivranno in una nazione in cui non saranno giudicati per il colore della pelle, ma per l’essenza della loro personalità…”