Portiamo via Achille dalla guerra

Autore:
Luzen

Lavorare come volontario in un’associazione Umanista come Unaltromondo, condividendone lo spirito e la passione per i temi proposti è di per se un esperienza gratificante. Se poi capita di lavorare ad un progetto di una delle sue tante equipe(in questo caso l’equipe cultura) l’esperienza è addirittura esaltante.
Giovedì 1 Marzo si è svolta una serata di lettura-recitata ed incontro organizzata sotto il patrocinio della presidenza del consiglio comunale rappresentata da Felice Cagliani anche nella sua veste di responsabile di Sesto per la Pace, un coordinamento nato dalle istituzioni cittadine, comune e quartieri, che sul territorio promuovono i temi della pace e dei diritti umani: obiettivo è creare iniziative e ambiti di incontro per tutti i cittadini (la cosiddetta tavola della pace) al fine di rafforzare e sviluppare una cultura di pace e nonviolenza di cui la splendida Villa Puricelli Guerra è sede istituzionale. Lo spettacolo si è svolto nella graziosa “sala del camino” della villa con grande successo di pubblico presente.
Il progetto (ideato, gestito e sceneggiato interamente dal gruppo Unaltromondo) nasce nella forma di un reading o lettura recitata, prendendo spunto dal libro “Omero, Iliade” di Alessandro Baricco(ed. Feltrinelli) che opera, su un autorevole traduzione di Maria Grazia Ciani , una “riscrittura” del testo omerico in un concertato di 21 voci. Ne abbiamo scelte 5, tra le più rappresentative secondo noi, aggiungendo un ultima voce che è quella di Baricco stesso attraverso la sua “postilla sulla guerra” che conclude il libro. E’ una postilla provocatoria che fu pubblicata da Repubblica suscitando un dibattito molto acceso. Vi sono spunti interessanti che abbiamo proposto come riflessione e confronto ai presenti. Bellissimi disegni e una scelta di brani musicali hanno fatto da raccordo tra i vari personaggi(la voce della Callas, le musiche di Morricone e l’Adagio di Albinoni tra i momenti più “lirici”).
Giovani attori lettori(Elena Virdis Collu e Gabriele Rotondi della compagnia teatrale TRADIM (gruppo rondinella) con la collaborazione della loro insegnante regista Francesca Contini hanno con grande impegno dato voce ai protagonisti che dal profondo della storia cantano i loro sentimenti. Achille, dio della guerra ed insospettabile messaggero del significato della vita : ‘Niente per me vale la vita; non le ricchezze che Troia racchiude, per quanto immense esse siano: la vita non ritorna indietro una volta che ha passato la barriera dei denti.”. Elena ed Ettore : “-La tristezza è il nostro destino e al proprio destino nessuno può sfuggire; ma è per questo che le nostre storie saranno cantate nei secoli che verranno”. Patroclo: “ Ve lo ricordate Patroclo, lo ammiravamo in battaglia per la sua bellezza, la sua gioventù e i suoi lunghi capelli; non era di tutti il più bello ? Vederlo morire senza poter far nulla, questo è stata la nostra colpa. La guerra è un ossessione dei vecchi che mandano i giovani a combatterla”. Andromaca : “Ettore tu muori lontano da me lasciandomi sola con un figlio incolpevole che non vedrà mai più suo padre.” Priamo :” Abbi pietà di me Achille, che non ho avuto timore di baciare la mano a chi ha ucciso mio figlio e restituiscimi il suo corpo perché io possa piangerlo”.
Infine, densa, provocatoria, stimolante, la postilla di Baricco: “ Costruire un´altra bellezza è forse l´unica strada verso una pace vera. Dimostrare di essere capaci di rischiarare la penombra dell´esistenza, senza ricorrere al fuoco della guerra. Dare un senso, forte, alle cose senza doverle portare sotto la luce, accecante, della morte. Poter cambiare il proprio destino senza doversi impossessare di quello di un altro; riuscire a mettere in movimento il denaro e la ricchezza senza dover ricorrere alla violenza; conoscere l´emozione, anche la più vertiginosa, senza dover ricorrere al doping della guerra o al metadone delle piccole violenze quotidiane. Un´altra bellezza, se capite cosa voglio dire.(….) Una reale, profetica e coraggiosa ambizione alla pace la si può vedere soltanto nel lavoro paziente e nascosto di milioni di artigiani che ogni giorno lavorano per suscitare un´altra bellezza, e il chiarore di luci, limpide, che non uccidono. E´ un´impresa utopica, che presuppone una vertiginosa fiducia nell’ essere umano. Riusciremo, prima o poi, a portar via Achille da quella micidiale guerra. E non saranno la paura né l´orrore a riportarlo a casa. Sarà una qualche, diversa, bellezza, più accecante della sua, e infinitamente più mite.”
Nell’Iliade, un “monumento alla guerra” che ne canta da millenni la bellezza cerchiamo e chissà magari paradossalmente e provocatoriamente troveremo , le ragioni, la speranza e la forza per costruire un'altra bellezza che nella diffusione di una cultura di Pace priva di strumentalizzazioni e divisioni inutili riesca davvero a portar via Achille da quella micidiale guerra. Siamo tutti noi quei milioni di artigiani che con un lavoro paziente e nascosto cercano di farlo.
Noi non rinunciamo a provarci, e tu ?