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Autore: Mario Di Pasquantonio Le migrazioni sono fenomeni naturali volti alla ricerca di condizioni di vita migliori, spesso mosse dalla miseria, dalla fame, dalla guerra, dalle persecuzioni. La pretesa di governarle è, in sé, aberrante. A prescindere dall’aberrazione, in Italia questa pretesa si traduce in normative inadeguate, vessatorie e discriminatorie, già redatte nel testo unico sull’immigrazione, ora oggetto di rinnovamenti che ne inaspriscono i contenuti. Sovente, i nostri legislatori confondono la delinquenza comune con l’immigrazione, ricorrendo all’emanazione di leggi speciali, anziché regolare la convivenza civile attraverso la legislazione ordinaria. La conversione dei centri di permanenza temporanea (CPT) in centri di identificazione ed espulsione (CIE), le nuove disposizioni in materia di sicurezza pubblica approvate il 14 maggio 2009 alla Camera e prossime al varo definitivo del Senato, e le deportazioni del XXI secolo fanno dell’Italia un Paese a forti tinte razziste e classiste. Il respingimento in Africa settentrionale delle barche di migranti e i dispetti multilaterali tra Italia, Malta, Libia e Unione europea violano la dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo. Povero, nullatenente, senza documenti: questo è lo status del migrante per il quale vale l’equazione «extracomunitario = delinquente», coniata dagli estremisti sedicenti moderati che ci governano, pronti a porre la fiducia alla Camera (13 maggio 2009) su provvedimenti lesivi dei diritti umani, ed insolenti verso l’alto commissariato ONU per i rifugiati. Il progetto di legge C.2180-S.733B inventa il reato di clandestinità, perseguendo determinate persone per il loro status, ovvero per il solo fatto di esistere. Inoltre, prevede misure quali il prolungamento fino a sei mesi del tempo massimo di permanenza nei CIE, di fatto una vera e propria detenzione cui non corrisponde alcun reato; la legalizzazione delle ronde cittadine, anticamera della polizia di partito e dello squadrismo; l’istituzione di un permesso a punti, sinonimo di conclamata disuguaglianza tra cittadini stranieri ed italiani; l’obbligo di schedatura degli utenti extracomunitari da parte degli sportelli money transfer; il pagamento di 200 euro per le richieste di cittadinanza; il pagamento di un minimo di 80 ed un massimo di 200 euro per le richieste ed i rinnovi dei permessi di soggiorno; l’innalzamento dei tempi necessari a richiedere la cittadinanza italiana per gli stranieri sposati con italiani; l’impossibilità al matrimonio per chi non ha il permesso di soggiorno; l’inclusione dei temi della contraffazione e dei diritti d’autore nelle politiche anti immigrazione. Esentati i medici e i presidi dall’obbligo di denuncia dei clandestini, non è chiaro se il resto del personale sanitario e scolastico debba deferire gli immigrati privi di permesso di soggiorno. In ogni caso, per accedere ai servizi pubblici e agli atti di stato civile, sarà necessario esibire detto documento: ciò potrebbe impedire, ai neogenitori immigrati che ne siano sprovvisti, l’iscrizione all’anagrafe dei loro neonati, e creare nel nostro Paese una zona d’ombra di bambini fantasma. Le misure contro il favoreggiamento del traffico di esseri umani, complete delle aggravanti previste per lo sfruttamento dei minori e della prostituzione, aprono una finestra di salvezza per le vittime, punendo giustamente e severamente i criminali che se ne avvantaggiano. Tuttavia, rimangono dubbi sulla punibilità di chi dà un tetto o un aiuto a |
CLASSISMO E RAZZISMO DIETRO LE POLITICHE SULLA SICUREZZA
Inserito da Marco il Lun, 22/06/2009 - 19:15»
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