Sesto: riprendiamoci la parola

Autore:
Pino Esposito
Incontro pubblico

Incontro organizzato dal coordinamento delle reti e comitati di Sesto S.G. con la partecipazione di Antonio Fermentino, presidente della Comunità Montana Bassa Valle di Susa.
 
La nostra città vive da tempo una fase di trasformazione. La vecchia città delle fabbriche si trasforma nelle città dei grandi progetti urbanistici, degli ipermercati e dei centri produttivi. La “città che verrà” che è sempre sotto i riflettori e oggetto di convegni e mostre. Quella degli immobiliaristi, quella dei poteri forti i cui bisogni ed interessi sono tenuti in considerazione nei luoghi della politica e che anzi vede in questi la condizione per lo sviluppo della città. Ma Sesto è anche la città delle persone che ci vivono e lavorano, la città delle case a prezzi inarrivabili, città delle periferie sulle quali si scaricano le conseguenze delle scelte urbanistiche passate e di quelle future, dell’inceneritore, città assediata dal traffico e dall’aria irrespirabile, città dei trasporti pubblici carenti e degli ospedali pubblici che chiudono reparti, la città dei nuovi migranti, città delle solitudini e dei centri commerciali. È una città che ha molto da dire e ha bisogno di essere ascoltata. Questi sono stati i temi al centro dell’incontro tenutosi lo scorso 2 marzo ’07 presso la sede di quartiere di Piazza Oldrini e organizzato dal coordinamento reti e comitati di Sesto. S.G.
Quest’anno ci saranno le elezioni amministrative ed è auspicabile che questa sia soltanto la prima di tante occasioni perchè questa Sesto “invisibile” possa farsi sentire, presentare le proprie richieste e chiedere un dialogo con gli amministratori della città.
Queste in sintesi le questioni prioritarie sulle quali si chiede attenzione:

  • gli effetti che i nuovi progetti urbanistici produrranno sulla qualità della vita dei sestesi;
  • la difesa e il potenziamento delle strutture sanitarie pubbliche;
  • il traffico insopportabile delle strade cittadine e i danni alla salute provocati dall’inquinamento delle auto, dall’inceneritore dei rifiuti, dagli elettrodotti;
  • l’accesso alla casa per giovani coppie, anziani e lavoratori;
  • l’integrazione dei nuovi cittadini;
  • il mantenimento degli insediamenti produttivi nella città.

È necessario insomma che la città dei quartieri, delle reti, delle associazioni, della cultura, della partecipazione, si organizzi e chieda conto a chi governa la città oggi e a chi si candiderà a governarla domani, delle scelte e dei programmi. Non accettare insomma la logica dei “progetti calati dall’alto” che non tengono conto dei reali bisogni dei cittadini e degli effetti che tali progetti avranno sulla nostra vita. Ma come possono i cittadini influire e opporsi a quanto deciso “nei palazzi” se non vengono consultati o vengono chiamati in causa solo quando i progetti sono già definiti? A questo proposito interessante è stata la testimonianza portata da Antonio Fermentino, presidente della Comunità Montana della Bassa Val di Susa, che ha raccontato come è nato il movimento NO TAV, di come si è partiti da 20 persone fino a coinvolgere vari comuni e quasi tutta la popolazione di tali comuni, un movimento che ha subìto lo scorso dicembre anche la repressione da parte delle forze di polizia ma che nonostante tutto, anche con l’appoggio di altri movimenti nazionali, è stato capace finora di mostrare grande coesione e decisione nell’opporsi permanentemente alla realizzazione di una struttura di cui la popolazione non ha assolutamente bisogno. Un ottimo esempio di partecipazione attiva della popolazione sulle decisioni politiche, in questo caso con il supporto di vari sindaci locali, al di la del colore, un percorso fatto anche di ostacoli comunicativi e organizzativi, di bisogno di specialisti tecnici che potessero ben argomentare le ragioni del NO alla alta velocità. Un percorso però che ha visto confluire in maniera trasversale varie realtà locali in un obiettivo comune e chiaro. Una esperienza senz’altro interessante e da prendere come riferimento!

Il coordinamento delle reti e dei comitati di Sesto San Giovanni è aperto ai cittadini, alle associazioni e alle organizzazioni locali. Si riunisce presso il centro soc. S. Baldini di via Forlì 10 – Sesto San Giovanni. E-mail: reticomitati.sesto@tiscali.it.