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Ho avuto la fortuna di partecipare agli eventi organizzati in Nuova Zelanda prima e durante la partenza della Marcia Mondiale, un’esperienza intensa e indimenticabile in cui pareva davvero di toccare con mano l’unione di tanti esseri umani diversi, eppure uguali nel profondo. Parecchie delle persone conosciute in questi giorni sono rimaste così coinvolte e “contagiate” dallo spirito della Marcia da decidere d’impulso di partecipare alla sua conclusione a Punta de Vacas, in Argentina, il 2 gennaio 2010.
La Nuova Zelanda è il primo paese al mondo che si è dichiarato denuclearizzato e vanta una lunga tradizione di battaglie pacifiste, emersa nel corso del Forum sul disarmo tenutosi a Wellington il 1 ottobre.
L’equipe base della Marcia, composto da persone di differenti paesi, è stata accolta dovunque da bellissime cerimonie dei popoli Maori e Moriori, con danze, canti e discorsi potenti e toccanti.
L’esperienza più intensa è avvenuta nell’isola di Rekohu, la prima terra a ricevere i raggi del sole, dove i rappresentanti dei Moriori, un popolo con una lunghissima tradizione di nonviolenza, hanno donato a Rafael de la Rubia, portavoce mondiale della marcia, un bastone ricavato da un osso di balena, come simbolo di pace.
Abbiamo trascorso insieme due giorni intensi, in una struttura a forma di albatros, con una sala centrale pentagonale in cui si svolgevano discorsi e cerimonie… e si dormiva su materassi allineati l’uno vicino all’altro. Una mattina si è svolta anche una cerimonia di benedizione ai primi raggi del sole, nascosto purtroppo dalla fitta nebbia.
Il corteo che si è tenuto ad Aukland ha visto la partecipazione di molte organizzazioni e di un drago formato dalle vele del Rainbow Warrior, la nave di Greenpeace affondata dai servizi segreti francesi nel 1985.
Il giorno del lancio della Marcia, il 2 ottobre, a Wellington tirava un vento fortissimo, che non ha comunque guastato l’atmosfera festosa e colorata e la lunga serie di discorsi da parte dei rappresentanti di varie organizzazioni pacifiste, della comunità indiana e ovviamente della Marcia.
E’ stata anche accesa una torcia anti-nucleare, che girerà il mondo seguendo il percorso della Marcia, riprendendo quella accesa ad Hiroshima nel 1945 dalle braci dell’esplosione atomica e che continuerà ad ardere nell’ Hiroshima Peace Park fino alla totale eliminazione delle armi nucleari.
Un’altra torcia è stata portata per 207 chilometri in una marcia della pace partita da Whanganui ed arrivata a Wellington in tempo per il lancio ufficiale del 2 ottobre.
Dalla piazza della stazione, dove si trova la statua di Gandhi, è poi partito un corteo con diverse tappe, prima tra tutte il Parlamento, dove siamo stati ricevuti da tre deputati, di cui una rappresentava il governo.
Dopo una sosta presso un monumento a ricordo della resistenza nonviolenta dei popoli originari, siamo stati accolti in una chiesa per un concerto con vari artisti locali, tra cui le Topp Twins, due sorelle attiviste molto famose in Nuova Zelanda e un cantante che ha elaborato una versione pacifista della Marsigliese.
Il 3 ottobre ci siamo riuniti sul Monte Vittoria, da cui si gode una splendida vista sulla città, presso il monumento dedicato all’Antartide, per sottolineare il valore di questo continente denuclearizzato e protetto come riserva naturale grazie alla collaborazione tra diversi paesi.
La Nuova Zelanda è stata solo l’inizio del lungo viaggio dell’equipe base, che in tre mesi toccherà quasi cento paesi e raccoglierà senz’altro un enorme patrimonio di esperienze, aspirazioni ed impegno per un mondo senza guerre e senza violenza.
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