
Dal 31 luglio al 15 agosto 2009, ho partecipato al campo di lavoro estivo, a Bamako, la capitale del Mali, organizzato dall’Associazione “UnAltroMondo”.
Il 30 luglio siamo partiti da Milano carichi di bagagli, di aspettative e di voglia di fare.
Nei mesi precedenti, noi 18 volontari ci eravamo preparati all’esperienza tramite incontri, visioni di filmati, racconti e testimonianze degli altri volontari che avevano partecipato alle due precedenti edizioni (nel 2007 e 2008), ma non si è mai sufficientemente preparati ad affrontare una realtà così diversa dalla nostra.
Infatti, al nostro arrivo nel quartiere di Banconi, uno dei più degradati e poveri di Bamako, abbiamo avuto un impatto fortissimo: strade dissestate, caldo, povertà, vestiti strappati, ma ci ha provocato un’intensa emozione soprattutto l’accoglienza dei bambini, che ci aspettavano e ci volevano toccare, dare la mano, portare le borse, stare con noi.
Penso che uno degli aspetti più importanti di questa esperienza sia stata la possibilità di incontrare i bambini e i maliani e di stare con loro in un’atmosfera di scambio e conoscenza reciproca, che ci ha arricchito tutti e ha gettato le basi per future prospettive e progetti comuni.
Le mie tre settimane in Mali mi hanno dato l’opportunità di conoscere concretamente i progetti dell’Associazione “UnAltroMondo”, con la quale collaboro da quattro anni. Ne avevo sempre sentito parlare dagli altri nostri volontari, che periodicamente si recano in Mali per seguire tali progetti, e finalmente sono riuscita a vedere la loro realizzazione in loco.
Ho avuto anche la possibilità di incontrare e conoscere i volontari maliani che collaborano da 10 anni con la nostra Associazione umanista e il loro impegno, in situazioni ambientali così difficili, mi è sembrato veramente ammirevole e necessario per poter cambiare la realtà di un Paese in cui l’aspettativa di vita è mediamente intorno ai 40 anni e la mortalità infantile è ancora molto alta.
Il progetto del campo di lavoro estivo ha visto la partecipazione di 17 volontari italiani e di 1 spagnola, che si sono occupati di trasmettere conoscenze ai bambini di Bamako.
Le nostre giornate erano così strutturate: la mattina, a partire dalle 8.30, iniziava l’attività didattica nelle classi, coi bambini dai 3 ai 16 anni, per poi proseguire nel pomeriggio con attività manuali, ludiche e sportive. Sono stati organizzati anche due tornei di calcio che hanno visto la partecipazione di bambini e di adulti, a conclusione del campo.
La realtà scolastica del Mali è molto diversa dalla nostra: non esiste materiale didattico e la trasmissione del sapere è attuata oralmente e in maniera ripetitiva, poiché l’elevato numero di bambini per classe e la mancanza di materiale non consentono l’elaborazione scritta dell’apprendimento. Noi abbiamo dato l’opportunità a tutti i bambini di fruire del materiale scolastico che abbiamo portato (e che poi è stato regalato) e di dotarsi di sussidi didattici quali fotocopie, schede, libri, quaderni, penne, matite ecc., per poter fissare con la scrittura e la lettura le esperienze fatte. Nella nostra pratica scolastica siamo stati coadiuvati da insegnanti locali e ciò è stato molto proficuo, sia per un confronto tra le diverse metodologie scolastiche, che per la traduzione simultanea dalla lingua francese, che non è conosciuta da tutti i bambini, alla lingua bambarà.
Il campo è durato 15 giorni e si è concluso con una spettacolare festa, che ci ha permesso di apprezzare la musica e le danze maliane, regalataci dai nostri amici maliani.
Per quanto riguarda il progetto di sostegno scolastico rivolto ai bambini in situazioni difficili, ho incontrato personalmente i 10 bambini sostenuti da tre anni dalla mia scuola (insegno in una scuola dell’infanzia di Sesto S. Giovanni), ed è stato bello conoscerli e verificare come sono cresciuti rispetto le fotografie che l’Associazione ci invia periodicamente, unitamente alla documentazione relativa al loro percorso scolastico. Poter frequentare la scuola è fondamentale per questi bambini, che senza sostegno non potrebbero accedervi, poiché dà loro l’opportunità di acquisire gli strumenti culturali necessari per il loro futuro.
Ho conosciuto anche i bambini adottati a distanza, tramite l’Associazione “UnAltroMondo”, da privati e Associazioni italiane. Alcuni di loro li incontravamo quotidianamente nel cortile di Madame Bolly, Presidente di una O.N.G. locale che collabora con il Movimento Umanista, dove consumavamo i nostri pasti a mezzogiorno ( un elogio speciale va fatto alla sua squisita ospitalità e e alla qualità e bontà del suo cibo). Ciò ci ha permesso di interagire con i bambini, adottati a distanza e non, che frequentano il suo cortile e che ogni giorno aspettavano pazientemente che finissimo di pranzare per poter giocare con noi.
Gli altri bambini adottati a distanza siamo andati a visitarli nelle loro case.
Tutti noi volontari abbiamo visitato la scuola umanista di Kalaban e la sua biblioteca scolastica, in funzione dallo scorso anno, che quest’anno è stata arricchita da nuovi libri e dall’acquisto di una libreria a vetri. La scuola è stata ristrutturata recentemente grazie alle donazioni e all’impegno lavorativo di volontari italiani ed al lavoro di muratori locali. Prima di ripartire abbiamo avuto la gioia di vedere ultimati i lavori di ampliamento della vecchia struttura.
La gita al villaggio di Sibiribogou, sito vicino a Bamako, ci ha permesso di vedere l’installazione del mulino donato da un privato italiano e di fare un’escursione alla falesia sovrastante il villaggio, dove le donne, associate in cooperativa, coltivano il burro di karitè.
Il 6 agosto, in concomitanza con la ricorrenza dello scoppio della bomba di Hiroscima, si è svolto un evento, organizzato dagli umanisti maliani, per pubblicizzare e diffondere la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. La mattina, durante l’intervallo scolastico, noi volontari, i bambini e gli insegnanti partecipanti al campo, abbiamo formato un grande cerchio davanti a un grande drappo dipinto con il logo della Marcia e abbiamo cantato tutti insieme l’inno maliano.
Sono state date informazioni circa gli ideali e le finalità della Marcia Mondiale. Sono intervenuti i giornalisti, che hanno intervistato i volontari e hanno dato risalto, sulla stampa locale, sia al campo di lavoro che all’evento riguardante la Marcia.
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