Legge di iniziativa popolare sull'Acqua

Autore:
Redazione
Legge di iniziativa popolare

In dieci punti, ecco cosa propone la legge nazionale di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua:

  1. L’acqua è un bene primario comune e un diritto umano irrinunciabile e universale, la disponibilità e l’accesso all’acqua sono diritti inalienabili e inviolabili della persona. 
  2. L’acqua è un bene finito, da tutelare e da conservare perché scarso rispetto ai bisogni e indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi della presente e delle future generazioni. 
  3. Ogni territorio deve definire un bilancio idrico che preservi la risorsa e la sua qualità. 
  4. Il servizio idrico integrato è un servizio pubblico privo di rilevanza economica, sottratto alle leggi del mercato e della concorrenza e finalizzato ad obiettivi di carattere sociale e ambientale. 
  5. Il servizio idrico integrato deve essere gestito esclusivamente attraverso enti di diritto pubblico. 
  6. Entro tempi certi devono terminare tutte le gestioni affidate a privati, a società miste pubblico-private e a società a totale capitale pubblico. 
  7. 50 litri per persona è il quantitativo minimo vitale giornaliero garantito e gratuito. 
  8. I lavoratori del servizio idrico e gli abitanti del territorio partecipano attivamente alle decisioni sugli atti fondamentali di gestione del servizio idrico integrato. 
  9. Il servizio idrico è finalizzato con la riduzione delle spese militari, con la lotta all’evasione fiscale, con tasse ambientali di scopo. 
  10. Un fondo nazionale finanzi progetti per l’accesso all’acqua potabile nel sul del mondo.

L'acqua deve restare un bene pubblico. Non può diventare una merce.