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Un mese fa mi trovavo in Mali, un paese dell’Africa subsahariana, per portare avanti le iniziative dell’associazione di cui sono volontario: UnAltroMondo Onlus. Parlavo, o cercavo di parlare, francese e la lingua tipica di questo paese, il bambarà, che è anche il nome di una delle venti etnie del Mali.
A ripensarci adesso, a distanza di un mese, rientrato a pieno regime nei ritmi della città di Milano, sento un po’ di nostalgia di quei giorni trascorsi in un Paese che non è assolutamente frenetico come il nostro, anche se non posso negare che, dopo qualche giorno, sentivo la mancanza delle nostre “comodità”, che per noi sono normali, e che lì, invece, sono qualcosa di eccezionale. Per esempio, quando la sera andavo a letto e mi dovevo infilare sotto la zanzariera - e sì perché in Mali c’è la malaria e bisogna evitare di essere punti dalle zanzare - dovevo sempre controllare che la zanzariera fosse ben accomodata sotto il materasso, in modo che le zanzare non potessero entrare. Se per caso durante la notte avevo bisogno di alzarmi per qualsiasi ragione, dovevo sempre eseguire questa operazione. Mi ritengo fortunato, perché non tutti in Africa hanno una zanzariera! Molta gente in Mali crede che la malaria si possa prendere ingerendo qualche alimento, come la banana! È ovviamente falso, ma non è semplice far crollare una credenza radicata da tanto tempo.
La nostra associazione ci sta provando, attraverso la campagna Stop Malaria.
La malaria è la principale causa di mortalità delle popolazioni di queste regioni. L’80%-90% dei membri di ogni famiglia si ammala di malaria ogni anno.
Il mio compito in Mali, e in particolare anche in questo viaggio, è stato quello di seguire la campagna e fare il punto della situazione.
Il primo passo della nostra campagna consiste nel coinvolgere gruppi di volontari locali, chiamati promotori di salute, ai quali viene data una formazione sanitaria di base sulle modalità di trasmissione della malaria e su come evitare di essere punti dalle zanzare, in modo che loro possano poi trasferire tali informazioni alle famiglie casa per casa.
I promotori di salute hanno anche il compito di raccogliere informazioni sulle famiglie del quartiere tramite la compilazione di opportune inchieste, al fine di seguire un criterio di priorità nella distribuzione delle zanzariere. Per esempio, le prime famiglie che ricevono la/e zanzariera/e sono quelle che, in base agli esiti delle suddette inchieste, risultano essere composte dal maggior numero di bambini piccoli (da 0 a 5 anni) o da donne incinte oppure da soggetti più deboli che potrebbero perdere la vita in caso di contagio.
Dopo sei mesi dalla distribuzione delle zanzariere ogni famiglia che ne ha ricevuta una, viene visitata una seconda volta per la re-impregnazione della zanzariera (procedura con la quale si “impregna” la zanzariera con un insetticida letale per le zanzare e innocuo per le persone) e per la raccolta di nuove informazioni e nuove inchieste per monitorare gli esiti della campagna.
Il gruppo di UnAltroMondo di Sesto San Giovanni ha cominciato la campagna Stop Malaria in Mali nel 2004, in circa 20 quartieri per la maggior parte vicini alla capitale Bamakò.
Ad oggi sono state distribuite 3100 zanzariere in 25 quartieri.
Sempre grazie alla Campagna Stop Malaria, è stato possibile installare un sistema di illuminazione a pannelli solari sul tetto del centro sanitario di Kanadjiguila (giugno 2006) e uno nel centro sanitario di Niono (febbraio 2006) per portare la corrente elettrica (visto che, in questi villaggi, manca la corrente) ed è stato possibile acquistare medicinali a base di artemisinina (ACT) per curare le forme più gravi di malaria. Dato che il costo di questi medicinali è ancora molto elevato, il centro medico sovvenzionerà i farmaci per offrirli a un costo accessibile.
La Campagna comincia a mostrare i primi risultati positivi oltre che tangibili. Le famiglie che hanno ricevuto le zanzariere sono soddisfatte, perché hanno potuto constatare un miglioramento e una diminuzione del contagio. Le operazioni di re-impregnazione sono eseguite correttamente.
Per il futuro intendiamo, nel breve/medio termine, acquistare un microscopio per il centro sanitario Kanadjiguila per diagnosticare la malaria e un’ambulanza per poter trasportare gli ammalati più gravi che abitano in villaggi lontani e dotare il centro sanitario di un maggior numero di letti e materassi.
Infine, la struttura umanista di Banconì ha ideato un progetto per la realizzazione di una serie di pozzetti per l’assorbimento e l’eliminazione delle acque reflue della zona, fonte di proliferazione delle zanzare. Per l’attuazione di questo progetto sono state coinvolte anche le Amministrazioni Comunali locali, che dovrebbero finanziare parte dell’iniziativa.
Ulteriori dettagli ve li racconterò nel prossimo articolo.
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