Buon Cinema

Autore:
Rita Corbetta

Se c’è una cosa proprio bella a Sesto è l’iniziativa culturale cinematografica del Cinema Rondinella: una sala che vive nella città, che resiste alla tendenza dei multisala dislocati in periferia e che per questo può essere frequentata anche da persone non automunite.

Molte sono le proposte: Cinema Prima Visione week-end, Rassegne cinematografiche, Proposte per le Scuole, Corsi di Educazione e Approfondimento del Linguaggio Cinematografico. Decisamente interessante la rassegna “Pomeriggi Al Cinema” in cui vengono proiettati ottimi film, preceduti da una presentazione, al prezzo di soli 2,60 euro per favorire l’avvicinamento al cinema anche alle persone meno abbienti.
 
Ma non è tutto: anche diversi spettacoli teatrali vengono rappresentati in questa sala con la partecipazione di personaggi di primo piano nel panorama teatrale (uno fra tutti Ferdinando Bruni). Tutto questo grazie al lavoro dell’Associazione CGS Rondinella, che qui opera dal ’96, e alla Cooperativa di servizi culturali FuoriSchermo: più di 90 persone, per la quasi totalità volontari amanti del cinema. “Questo è un progetto nato dal desiderio di creare un luogo di aggregazione e incontro sul territorio, rivolto a tutti, che facesse delle proposte culturalmente valide e interessanti e che a Sesto San Giovanni desse visibilità al cinema d’essai, il cinema che amiamo! Ogni proiezione è un piccolo evento carico di significati culturali in rapporto a specifici momenti. Dieci anni fa si proiettavano per lo più film commerciali, ora la situazione è diversa.” ci dice uno degli organizzatori, GianCarlo Casadei.

Egli non nasconde le grosse difficoltà cui si deve far fronte per poter continuare nel progetto: al Nord c’è la più alta concentrazione di multisala. Ciò nonostante, il cinema Rondinella è riuscito ad avere 55 mila spettatori nel 2005, come prima della nascita di queste sale. L’associazione ha scelto di differenziare la proposta con offerte speciali: in questo modo gli incassi sono diminuiti ma il numero di spettatori è rimasto invariato. Ci sono segni preoccupanti per il futuro di questo progetto per quanto riguarda la situazione economica, infatti, a questa contrazione degli incassi si sommano i tagli dei contributi degli Enti Locali e di quelli governativi del FUS (Fondo Unico Spettacolo).
 
"Essere riusciti a mantenere le presenze in sala in queste condizioni è assolutamente straordinario. Se uno Stato si disinteressa delle politiche preziose quali quelle culturali dobbiamo aspettarci un progressivo impoverimento culturale nella nostra società” ha aggiunto amareggiato Casadei. Del resto “Si può vivere anche senza la Lirica” ha dichiarato il nostro Ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Sarà, ma è tanto bello andare a vedere un buon film!